
Problematiche
spalla congelata
La Spalla Congelata è una delle più comuni patologie del distretto scapolo-omerale.
E’ caratterizzata da rigidità articolare e dolore localizzato al quadrante superiore tali da impedire la completa funzionalità della spalla.
Da quando è stata identificata ad oggi la nomenclatura della Spalla Congelata è stata più volte modificata. In alcune diagnosi o classificazioni è possibile riscontrare i nomi “Frozen Shoulder”, “Spalla Rigida” e “Capsulite Adesiva”, invece che Spalla Congelata.
Si stima che la Spalla Congelata abbia una prevalenza variabile dal 2 al 5% della popolazione generale, con un’incidenza maggiore fra i 40 ed i 70 anni ed un coinvolgimento del sesso femminile pari al 60% rispetto al sesso maschile.
La Spalla Congelata si sviluppa solitamente attraverso alcune tappe principali. La prima fase è caratterizzata dall’esordio acuto del dolore, presente sia durante il movimento che a riposo, la seconda dal peggioramento delle condizioni cliniche, con una netta riduzione della mobilità della spalla, in particolare della rotazione esterna, della flessione e dell’abduzione, l’ultima fase dal graduale miglioramento del dolore e della mobilità.
I tempi in cui queste fasi si susseguono variano da alcuni mesi fino a più di 1 anno.
Il meccanismo fisio-patologico alla base dello sviluppo della Spalla Congelata di tipo primario, cioè quella forma in cui è stata fatta diagnosi escludendo una patologia sottostante o una causa connessa, non è chiaro. Le forme secondarie possono essere conseguenti a disordini della cuffia dei rotatori, fratture dell’omero o della clavicola, postumi di chirurgia toracica o condizioni cliniche sistemiche.
Il processo di cura della Spalla Congelata prevede l’utilizzo di vari terapie a seconda della fase e della severità del quadro clinico. Ad oggi non è ancora stato definito un modello di trattamento standard, ma lo studio della letteratura scientifica permette di individuare quali siano gli interventi più efficaci a seconda delle caratteristiche e della stadiazione di tale condizione.
Fisioterapia e Osteopatia
La terapia della Spalla Congelata comprende:
- Terapia Manuale
- Esercizio Terapeutico
- Informazione ed Educazione
- eventuale Terapia Fisica Strumentale
La prima scelta nell’approccio terapeutico alla Spalla Congelata è il trattamento conservativo.
Le tecniche di Terapia Manuale e gli Esercizi hanno come obiettivo primario quello di migliorare la restrizione di movimento. Ogni attività produce effetti differenti sulle singole strutture della spalla, pertanto è fondamento scegliere i migliori esercizi per ogni situazione personale.
E’ opportuno considerare un percorso di trattamento dell’ipo-mobilità di spalla attraverso la Fisioterapia sia nella fase di sviluppo di patologia che a distanza di tempo.
Evitare di sottoporsi ad un percorso terapeutico è rischioso, in quanto l’idea che la Spalla Congelata si risolva spontaneamente con il tempo non è supportata dalla ricerca.
Domande frequenti (FAQ)
Come si evolve clinicamente la Spalla Congelata?
È una patologia infiammatoria e fibrotica della capsula. Attraversa tre stadi: la fase di “congelamento”, caratterizzata da dolore acuto e progressiva perdita di mobilità, la fase “congelata”, dominata dalla rigidità globale della spalla e la fase di “scongelamento” in cui si verifica una progressiva remissione del dolore e ritorno del range di movimento fisiologico.
È corretto forzare l'articolazione per superare il blocco iniziale?
Nella prima fase (altamente reattiva) le forzature meccaniche alimentano l’infiammazione e aggravano il quadro. Il fisioterapista interviene con mobilizzazioni a bassa intensità per contenere il dolore e mantenere il movimento tollerabile senza scatenare spasmi.
Quali tecniche si utilizzano nelle fasi avanzate di rigidità?
Subentrata la fase di rigidità pura, quando il dolore a riposo svanisce, il trattamento diventa meccanico: stretching capsulare specifico, mobilizzazioni articolari ed esercizi di mobilità attiva per migliorare la funzionalità della spalla.
I tempi di risoluzione della capsulite adesiva sono lunghi?
La patologia è auto- limitante, ma la risoluzione spontanea richiede da 1 a 3 anni. Un intervento fisioterapico mirato accelera le fasi patologiche, restituisce autonomia funzionale precoce ed evita l’instaurarsi di severi compensi posturali.
Perché il dolore peggiora spesso durante la notte?
L’infiammazione capsulare aumenta la pressione intra-articolare. Durante la notte, il calo dei livelli fisiologici di cortisolo (antinfiammatorio naturale) e le posizioni clinostatiche comprimono ulteriormente le strutture reattive, scatenando dolori lancinanti.
È possibile prevenire l'insorgenza della Spalla Congelata?
Spesso è idiopatica (senza causa apparente), tuttavia si può prevenire la variante secondaria evitando l’immobilità prolungata: dopo traumi, interventi chirurgici o dolori acuti alla spalla, la mobilizzazione precoce è l’unica strategia preventiva efficace.
Esiste una correlazione con patologie metaboliche come il diabete?
Sì, i pazienti diabetici hanno un rischio da 3 a 5 volte maggiore di sviluppare Spalla Congelata (spesso bilaterale). L’eccesso di glucosio nel sangue altera la struttura delle fibre di collagene articolari, rendendo la capsula più rigida e suscettibile all’infiammazione.
L'intervento chirurgico è l'unica soluzione se la fisioterapia non sblocca la spalla?
La chirurgia (capsulotomia artroscopica o sblocco in narcosi) è considerata l’extrema ratio. È indicata nei casi in cui il trattamento fisioterapico e farmacologico ben condotto falliscano nel produrre miglioramenti funzionali dopo 6-9 mesi di fase rigida.